Blister con farmaci - Allergia ai farmaci - aha! Centro Allergie Svizzera - Info allergie - © Bild: Nenov Brothers / Fotolia

La maggior parte degli effetti collaterali dei farmaci è relativamente innocua, ma potrebbe anche essere sintomo di un’allergia o un’intolleranza. I fattori scatenanti più frequenti sono gli antibiotici e determinati analgesici.

Cause e fattori scatenanti di un’allergia ai farmaci

In circa un terzo dei casi di effetti collaterali, si tratta di reazioni allergiche o di intolleranza. I fattori scatenanti più frequenti sono gli antibiotici (p.es. penicillina), gli antiepilettici e gli analgesici (p.es. i principi attivi acido acetilsalicilico, diclofenac, acido mefanamico, ibuprofene). Una reazione allergica a un farmaco è purtroppo difficilmente prevedibile. Non è possibile identificare in anticipo chi è a rischio e chi no, basti pensare che chi già soffre di allergie (p.es. ai pollini) non corre un rischio maggiore delle persone non allergiche. Quello che si sa è che le persone con una grave asma o un’orticaria sopportano peggio gli analgesici. In questo caso, però, si tratta di un’intolleranza ed è dovuta soprattutto ai farmaci a base di acido acetilsalicilico.

Sintomi

Esistono reazioni allergiche di tipo immediato – i disturbi si manifestano pochi minuti dopo l’assunzione del farmaco – e reazioni di tipo ritardato, nel qual caso i sintomi insorgono spesso solo dopo giorni o settimane. Ci sono poi le reazioni non immunologiche, chiamate di intolleranza o pseudoallergia.

Reazioni allergiche di tipo immediato

  • Arrossamenti della pelle
  • Orticaria
  • Gonfiori della pelle e delle mucose (angioedema)
  • Sintomi simili al raffreddore (rinite)
  • Difficoltà respiratorie

Reazioni allergiche di tipo ritardato

  • Reazioni della pelle simili al morbillo fortemente pruriginose, in parte con formazione di vescicole
  • Arrossamenti in parte dolorosi ed emorragie sottocutanee 
  • Senso di malessere diffuso con febbre e senso di abbattimento

Diagnosi e diagnosi differenziale

Gli eventuali effetti collaterali andrebbero sempre comunicati al medico curante. Annotare i sintomi e tutti i farmaci assunti (anche quelli acquistati di propria iniziativa e i rimedi naturali) è molto utile in un caso del genere. Pure una foto delle reazioni cutanee può fornire importanti ragguagli.

Spesso non è semplice individuare la causa dei disturbi. I sintomi sovente non sono inequivocabili e possono essere ascritti anche ad altre malattie. Senza contare che l’elenco dei farmaci potenzialmente «colpevoli» è molto lungo. L’eventuale ritardo delle reazioni complica ulteriormente la diagnosi.

La decisione di evitare un medicamento o un intero gruppo di principi attivi dovrebbe essere presa dopo un’accurata diagnosi. I test andrebbero eseguiti al più presto quattro-otto settimane dopo la reazione, perché le cellule coinvolte necessitano di tempo per riprendersi. Gli accertamenti possono essere svolti fino a sei mesi dopo la scomparsa dei sintomi. Per mezzo di test cutanei ed ematici si cerca la causa dei disturbi. A volte, si rende necessaria una cosiddetta provocazione con un farmaco o un preparato alternativo. Possono venire testati anche preparati considerati possibili alternative al farmaco che provoca la reazione.

Terapia e trattamento

Se dopo l’assunzione di un farmaco si manifestano reazioni indesiderate, questo andrebbe innanzitutto sospeso. È tuttavia importante concordarlo con il medico. Per curare la reazione allergica, si ricorre spesso agli antistaminici o a preparati cortisonici. In caso di shock anafilattico deve essere allertata l’ambulanza e, se disponibile, iniettata adrenalina. Il medico rilascerà un passaporto delle allergie, quale sono riportate le sostanze scatenanti e pure le alternative tollerate. Questo documento andrebbe sempre portato con sé, comunicando comunque l’allergia al medico curante, al dentista e al farmacista a ogni consultazione. 

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Redazione: aha! Centro Allergie Svizzera in collaborazione con il Consiglio scientifico.
 

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