La aha!infoline risponde

A che cosa devo prestare attenzione se ho un’allergia agli acari della polvere? Non tollero alcuni alimenti, che cosa posso fare? Quali prodotti sono adatti alla mia pelle sensibile?

aha! Centro Allergie Svizzera - a aha!infoline risponde. Domande e risposte dalla quotidianità della consulenza telefonicaQueste sono alcune tra le domande più frequenti che vengono poste alle nostre consulenti della aha!infoline. Su questa pagina, trovate una piccola selezione di esempi. Per qualsiasi dubbio, non esitate a comporre lo 031 359 90 50.


L’elenco sottostante viene regolarmente completato. Tenete sempre presente che le risposte non sostituiscono la visita dallo specialista medico. Alla aha!infoline non vengono effettuate diagnosi o prescritte terapie!

 

Giugno 2020

Allergia alla frutta?

Domanda:
Cara aha!infoline, adoro l’estate e i suoi frutti, anche se non sempre reagisco bene a fragole e compagnia bella: dopo il mio frullato mattutino mi viene infatti mal di pancia. È un’intolleranza? Cari saluti, M.

Risposta:
Cara M., purtroppo può essere che lei, come quasi il 15 per cento degli abitanti in Svizzera, soffra del cosiddetto «malassorbimento del fruttosio». Non è un’allergia, bensì un disturbo del tratto digerente: l’intestino tenue non è in grado di assorbire sufficientemente il fruttosio, una parte del quale viene quindi degradato nell’intestino crasso con possibili disturbi come dolori e crampi addominali, flatulenza, diarrea, senso di oppressione nella regione epigastrica, nausea, vomito ed eruttazione.  Il malassorbimento del fruttosio viene diagnosticato con un test respiratorio H2 eseguito dal medico, dopo di che con un dietista si definisce la tolleranza individuale. La buona notizia è che una determinata quantità di frutta, ad esempio ripartita sull’arco della giornata oppure consumata in combinazione con altri alimenti (come il müsli o lo yogurt), è in genere ben tollerata. È quindi probabile che possa continuare a gustarsi le fragole e quant’altro le piace. Tenga tuttavia presente che il mal di pancia può avere anche altre cause. Le raccomandiamo pertanto di consultare un medico o un dietista.

Cari saluti, aha!infoline

 

Maggio 2020

Dermatite atopica – che cosa indossare?

Domanda:
Cara aha!infoline, settimana scorsa il pediatra ha diagnosticato un eczema atopico a mia figlia di due anni. L’eczema si estende su braccia e gambe. Ora non so a che aspetti badare nella scelta dell’abbigliamento. Grazie mille per qualche apprezzato consiglio! Cari saluti, I.

Risposta:
Cara I., è effettivamente importante che l’abbigliamento sia adatto alla pelle sensibile di sua figlia. Nei nostri corsi sulla neurodermite, consigliamo quanto segue.

  • Tenere solo tessuti morbidi a contatto con la pelle: seta liscia, viscosa, lyocell, cotone pettinato, lana merino finissima o extrafine (fibre < 20 µm).
  • Evitare la lana e i tessuti non traspiranti.
  • Indossare abiti con rivestimento antimicrobico o biancheria di cotone con fili d’argento, che possono migliorare lo stato della pelle.
  • Optare per abiti leggeri che lasciano passare l’aria ed evitare quelli troppo caldi.
  • Togliere le etichette (possono irritare la pelle).
  • Indossare la biancheria al contrario (le cuciture irritano la pelle).
  • Evitare le ghette in poliestere, meglio optare per calzamaglie intime.
  • Indossare abiti chiari (i coloranti scuri possono irritare la pelle).
  • Scegliere biancheria da letto di lino o cotone (la spugna può sfregare e irritare).
  • Adottare la tuta per neurodermite come pigiama.
  • Durante il bucato, prestare attenzione a che il detersivo venga completamente sciacquato via.   
  • Invece dell’ammorbidente, usare una piccola quantità di aceto.
  • Eseguire sempre delle prove prima di utilizzare un nuovo detersivo.

Queste e altre informazioni importanti sono riportate nella nostra «Guida per chi è affetto da dermatite atopica», scaricabile gratuitamente nel nostro aha!shop.

Cari saluti, aha!infoline

 

Aprile 2020

Quattordici piante allergeniche?

Domanda:
Cara aha!infoline, da vittima del raffreddore da fieno, in questo periodo inizio tutte le mie giornate con un’occhiata all’applicazione «Pollini-News» e ho notato una cosa: perché viene indicata la concentrazione pollinica di soli quattordici piante, arbusti e graminacee? E tutte le altre piante? Non sono così allergeniche? Sono curioso di sapere. Grazie e saluti, Z., 51 anni

Risposta:
Caro Z., nell’app figurano i quattordici tipi di polline che più di frequente in Svizzera sono all’origine di un’allergia. Tradotto in cifre, nel nostro paese il 95 per cento delle allergie ai pollini ha soli sei «colpevoli»: graminacee, betulla, frassino, nocciolo, ontano e assenzio. Anche l’ambrosia rientra tra i quattordici pollini più importanti dal punto di vista allergenico, nonostante la sua concentrazione in Svizzera sia ancora contenuta. Ne bastano tuttavia pochi granuli nell’aria per scatenare una reazione. Nell’app elenchiamo poi i sette tipi di polline con un potenziale allergenico moderato: carpino bianco, platano, faggio, quercia, castagno, acetosa e piantaggine. Questo non significa che gli altri tipi di polline non siano allergenici, lo sono solo più raramente.

È possibile che nei prossimi anni il numero di pollini con elevato potenziale allergenico aumenti, ad esempio se con i mutamenti climatici incominciano a crescere anche da noi altre piante allergeniche, come il cipresso.

Cari saluti, aha!infoline

 

Gennaio 2020

Dolci senza uova?

Domanda:
Cara aha!infoline, mio figlio di due anni è allergico all’uovo di gallina, una bella sfida per me, che adoro preparare dolci. Con che cosa posso sostituire le uova nelle torte, nei muffin, nei biscotti e affini? Grazie per la risposta e cari saluti, J., 34 anni

Risposta:
Cara J., dato che l’uovo in genere non viene utilizzato per conferire sapore bensì per favorire la lievitazione o legare, ci sono svariate alternative. Esiste ad esempio una speciale polvere sostitutiva, solitamente composta di amido, farina e un agente lievitante. Secondo la ricetta, si possono considerare anche alternative vegetali. Per le crêpes dolci, i muffin o determinati biscotti si può benissimo usare mezza banana matura, tenendo presente che se è molto matura può influire leggermente sul sapore. Nelle ricette con il cioccolato o le noci, un uovo può essere sostituito da un cucchiaio di semi di lino macinati fatti gonfiare in tre cucchiai d’acqua. Per le torte, i muffin o altri dolci da forno, si può ricorrere a tre cucchiai di purea di mele. Per via del sapore delle alternative, consigliamo di non sostituire più di quattro uova alla volta. Per le preparazioni pesanti e soffici, come i brownies, o le creme, al posto di un uovo si possono utilizzare 50-60 grammi di purea di tofu setoso. Per gli impasti da mescolare, un cucchiaio raso di farina di soia o di ceci è un’ottima alternativa. L’albume montato a neve, infine, può essere sostituito con l’aquafaba, il denso liquido di cottura di ceci e fagioli.

Buone sperimentazioni! aha!infoline

 

Dicembre 2019

Allergici ai biscotti di Natale?

Domanda:
Cara aha!infoline, ieri ho addentato un biscotto all’anice e ho avvertito subito un senso di intorpidimento sulla lingua e prurito in gola. Vuol dire che ora sono allergico pure ai biscotti di Natale o all’anice? Per quanto ne so, sono allergico «solo» ai pollini. Cari saluti, P., 57 anni

Risposta:
Caro P., dato che lei è allergico ai pollini, probabilmente si tratta di una reazione crociata alle spezie (nel suo caso l’anice). Non è una nuova allergia, semplicemente le strutture di determinati allergeni pollinici e alimentari si assomigliano al punto che il sistema immunitario non le distingue e innesca una reazione a prescindere. Le spezie contenute in molte pietanze e bevande natalizie, come il pan pepato o il vin brûlé, possono causare disturbi a chi è allergico ai pollini. Di norma, tali disturbi si limitano al cavo orale, come prurito, leggeri gonfiori o appunto senso di intorpidimento sulla lingua. Per questa ragione, le raccomandiamo prudenza nel consumo di biscotti all’anice e, in presenza di reazione, di rinunciarvi del tutto. In alternativa, può gustarsi dolci senza spezie, come i discoletti, i milanesini o i sablé. 

Auguri di Buone Feste, aha!infoline

 

Settembre 2019

È il momento giusto per liberarsi del raffreddore da fieno?

Domanda:
Cara aha!infoline, con l’arrivo dell’autunno, posso finalmente godermi una tregua dal raffreddore da fieno. Un’amica mi ha detto che questo sarebbe il momento ideale per incominciare una desensibilizzazione. È vero? Cari saluti, M. 43 anni.

Risposta:
Caro M., la sua amica ha ragione. In autunno non circolano più pollini, quindi è il momento migliore per incominciare una desensibilizzazione. Il corpo non è quasi più esposto ad allergeni pollinici e può esservi abituato in modo lento e graduale. In diversi casi, la primavera successiva si avvertono già molto meno i sintomi. La desensibilizzazione, chiamata anche immunoterapia specifica, prevede test cutanei ed ematici, con cui l’allergologo verifica quali sostanze provocano una reazione allergica. 

Sulla base di questo profilo individuale, viene composta la soluzione contenente allergeni che sotto controllo medico verrà iniettata nel braccio oppure assunta sotto forma di pastiglie/gocce sublinguali. Inizialmente, questa procedura è ripetuta a intervalli brevi che si allungano sempre più. Con il tempo, anche la dose di allergeni aumenta e il sistema immunitario viene così gradualmente abituato alle sostanze. La terapia dura tre-cinque anni ed è importante che venga seguita senza interruzioni. Il tasso di successo, ossia la sparizione dei disturbi allergici, è del 65 per cento. 

Cari saluti, aha!infoline

 

Maggio 2019

Al volante dopo aver assunto un antistaminico?

Domanda:
Cara aha!infoline, a causa della mia allergia ai pollini, devo assumere regolarmente un antistaminico. Ho letto che questo tipo di farmaco limita la capacità di guida. È vero? A che cosa devo prestare attenzione? Cari saluti, S., 41 anni.

Risposta:
Cara S., in Svizzera sono quasi due milioni le persone che soffrono di allergie e molte di loro assumono antistaminici contro sintomi come naso congestionato e occhi che lacrimano. Questi farmaci interrompono la reazione allergica, ma possono effettivamente causare sonnolenza come effetto collaterale. Tuttavia, questo vale soprattutto per i medicinali di vecchia generazione che superano la barriera sangue-cervello e bloccano determinati recettori del sistema nervoso centrale, provocando appunto stanchezza e sonnolenza. In tali casi, è bene essere prudenti se ci si mette al volante. 

I farmaci più recenti si basano invece su un meccanismo d’azione diverso e inducono meno sonnolenza. Agiscono anche più a lungo e devono essere assunti soltanto una volta al giorno. 

In ogni caso, le consigliamo di parlarne con l’allergologo, che saprà prescriverle un medicinale adeguato. 

Cari saluti, aha!infoline

 

Aprile 2019

Occhiali o lenti a contatto in caso di raffreddore da fieno?

Domanda:
Cara aha!infoline, sono allergica ai pollini di nocciolo e betulla, e vorrei sapere se in linea di massima è meglio portare gli occhiali durante la stagione pollinica. Credevo che le lenti a contatto proteggessero meglio gli occhi proprio perché vi sono appoggiate sopra, ma i miei occhi sono sempre arrossati e prudono da matti. Sono disperata. Che cosa devo fare? Cari saluti, P., 24 anni.

Risposta
Cara P., per le persone allergiche ai pollini è meglio portare gli occhiali, per lo meno nei giorni in cui la concentrazione di pollini è elevata e sicuramente quando gli occhi sono già irritati e prudono. Gli allergeni dei pollini che finiscono sulla e sotto la lente a contatto possono irritare ulteriormente la congiuntiva. Se decide di mettere le lenti a contatto, si ricordi di indossare sempre gli occhiali da sole, che fungono da prima barriera contro i pollini. Gli antistaminici contro il raffreddore da fieno possono seccare gli occhi, che vanno idratati con le cosiddette «lacrime artificiali». 

Se dovesse preferire comunque le lenti a contatto, è importante che le pulisca a fondo ogni volta che le porta per periodi prolungati. Quelle giornaliere hanno il vantaggio che, insieme alla lente, vengono eliminati anche gli allergeni che eventualmente vi aderiscono. Con l’occhiale invece i pollini nemmeno si avvicinano agli occhi.

Cari saluti, aha!infoline

 

Gennaio 2019

Mi serve un umidificatore?

Domanda: 
Cara aha!infoline, soffro di allergie alle vie respiratorie e d’inverno l’aria molto secca all’interno dei locali crea parecchi problemi alle mie mucose. Un umidificatore potrebbe essere una soluzione o è soltanto un covo di batteri? Grazie per la vostra risposta, cari saluti, K., 52 anni.

Risposta:
Caro K., la secchezza delle mucose è sgradevole e può effettivamente peggiorare i sintomi allergici. Tuttavia, gli umidificatori andrebbero utilizzati soltanto se l’umidità dell’aria a una temperatura di 20-21 gradi resta inferiore per settimane al 30 per cento, e si manifestano sintomi come irritazioni delle pelle o degli occhi, oppure una maggiore frequenza di raffreddori.

Se desidera ricorrere all’umidificatore, consideri che è importante tenere sempre sotto controllo l’umidità dell’aria e sottoporre l’apparecchio alla manutenzione prescritta dal fabbricante. All’interno, l’umidità ottimale si aggira tra il 30 e il 50 per cento. Se è superiore, aumentano gli acari e la probabilità che si formino muffe.

La percezione dell’aria secca può avere anche altri motivi oltre alla ridotta umidità e spesso bastano pochi semplici accorgimenti: non riscaldare eccessivamente i locali, ridurre la polvere e le sostanze irritanti, non utilizzare troppe candele, arieggiare con regolarità e dotarsi di piante d’appartamento (rilasciano umidità). Alcune piante non sono tuttavia adatte agli allergici, ad esempio l’euforbia, l’albero della gomma (ficus), i cactus, la stella di Natale, la yucca e la dieffenbachia.

Nel nostro opuscolo dedicato e al rimando dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sugli umidificatori, trova maggiori informazioni sulle sostanze scatenanti allergie e irritanti presenti nei locali.

Cari saluti, aha!infoline

 

Ottobre 2018

Allergia alle arachidi: attenzione ai baci!

Domanda:
Cara aha!infoline, ho una fortissima allergia alle arachidi. Baciare può essere pericoloso per me? Cari saluti, M., 24 anni. 

Risposta:
Cara M., effettivamente un bacio potrebbe essere pericoloso per lei se il suo compagno ha appena mangiato arachidi. Nella sua saliva si troveranno allergeni in quantità sufficiente per scatenarle una reazione allergica. A quanto pare, gli allergeni delle arachidi permangono nel cavo orale per alcune ore, e pulire i denti o masticare una cicca non serve a niente. La soluzione più sicura è invitare il suo compagno a non mangiare arachidi quando siete insieme. Se proprio non può farne a meno, vi raccomandiamo di attendere alcune ore prima di baciarvi.

In ogni caso è importante che lei abbia sempre con sé i farmaci per le emergenze e che informi dell’allergia le persone che le stanno accanto.

Cari saluti, aha!infoline

 

Settembre 2018

Il mito dell’allergia al sole

Domanda:
Cara aha!infoline, le vacanze al mare erano appena incominciate quando all’improvviso le spalle si sono coperte di pustole rosse e di pomfi pruriginosi, spariti poi dopo alcuni giorni. Sono allergico al sole? Cari saluti, K. 47 anni.

Risposta: 
Caro K., le persone tendono a chiamare «allergia al sole» ogni reazione della pelle scatenata dal sole. Di solito però non si tratta di una reale allergia, la pelle semplicemente reagisce all’improvvisa esposizione a un forte irraggiamento UVA e/o UVB, in taluni casi combinata con ingredienti di cosmetici. Per tutelarsi, le raccomandiamo di abituare lentamente la pelle al sole, di utilizzare solari con un elevato fattore di protezione e privi di grassi ed emulsionanti, e di rinunciare al profumo. Per una diagnosi esatta e un trattamento adeguato, le consigliamo di rivolgersi al suo medico.

Cari saluti, aha!infoline

 

Giugno 2018 

Raffreddore da fieno in vacanza?

Domanda:
Cara aha!infoline, sono allergica a vari pollini. Per le vacanze andremo in Italia. Quali alberi ed erbe locali possono scatenare il raffreddore da fieno? Devo prepararmi al peggio? Cari saluti, M., 38 anni.

Risposta:
Cara M., effettivamente nell’area mediterranea crescono, oltre a quelle che stanno fiorendo anche da noi, piante che possono darle problemi. L’ulivo, ad esempio, può scatenare disturbi in chi è sensibilizzato al frassino. Anche il cipresso e la parietaria (che fiorisce fino in ottobre) possono provocare una reazione. Il nostro consiglio è di seguire con attenzione le previsioni polliniche della zona in questione. Sul nostro sito www.pollinieallergie.ch trova informazioni sulle concentrazioni polliniche in Italia e in altri paesi europei.

Buone vacanze! aha!infoline