Intolleranza all’istamina

Intolleranza all'istamina, aha! Centro Allergie Svizzera; Foto: ©  Fotolia_15009095_XS@nt/fotolia

La reazione di intolleranza è dovuta a uno squilibrio tra presenza e degradazione dell’istamina, il quale provoca una varietà di disturbi che possono essere evitati innanzitutto con un'alimentazione povera di istamina. In Svizzera, si stima che l’uno per cento della popolazione soffra di questa intolleranza. 

Cause e fattori scatenanti

Si presume che l’intolleranza sia dovuta a uno squilibrio tra la quantità di istamina presente nel corpo e l’attività degli enzimi diaminossidasi e istamina N-metiltransferasi, preposti alla sua degradazione. All’origine vi sono vari fattori, al momento ancora oggetto di studio. Per certo si sa che le donne di mezza età sono le più colpite. 

I disturbi sono provocati da un elevato apporto di istamina tramite l’alimentazione. L’istamina è infatti presente in differenti concentrazioni in derrate alimentari di origine animale e vegetale, ma viene anche prodotta dal corpo stesso (è un importante mediatore delle reazioni allergiche). Molto probabilmente, però, l’istamina prodotta all’organismo non ha alcuna influenza sull’intolleranza. 

Sintomi

I sintomi, spesso aspecifici e molto diversi di caso in caso, si manifestano perlopiù durante e dopo il pasto. Come sintomi tipici sono citati:

  • arrossamento repentino del viso (il cosiddetto flush),
  • prurito e arrossamenti al corpo,
  • disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea, dolori addominali,
  • calo della pressione, vertigine, tachicardia,
  • nelle donne: disturbi mestruali,
  • naso che cola, raffreddore cronico,
  • mal di testa, emicrania,
  • occhi rossi, labbra gonfie.

Diagnosi

Non esistono criteri per una diagnosi inequivocabile. Per prima cosa, bisogna escludere le allergie alimentari, le reazioni al lattosio, al glutine e al fruttosio, e altre malattie gastrointestinali. Qualora il sospetto di intolleranza all’istamina persista, si raccomanda un’alimentazione povera di istamina per quattro-sei settimane. Se in questo periodo i sintomi migliorano, si può diagnosticare un’intolleranza all’istamina. 

La determinazione della diaminossidasi o dell’istamina nel sangue non si è dimostrata scientificamente significativa e non è pertanto raccomandata per la diagnosi.

Trattamento/terapia

Innanzitutto, la persona affetta deve passare a un’alimentazione povera di istamina. La modifica avviene in tre fasi:

  1. rigida alimentazione povera di istamina (fase di carenza),
  2. reintroduzione mirata di alimenti ricchi di istamina per stabilire la soglia individuale di tolleranza (fase di prova),
  3. alimentazione duratura basata sulla tolleranza del singolo. All’occorrenza, come sostegno può essere assunta della
    diaminossidasi.

Per scoprire quanto i sintomi possano essere leniti con l’alimentazione, è imprescindibile seguire un regime povero di istamina per quattro-sei settimane. 

Alimenti ricchi di istamina

In generale, vanno evitati i seguenti alimenti ricchi di istamina: Prodotti di fermentazione o maturazione (ad esempio tutti quelli con alcol, aceto, lievito e batteri), alimenti in scatola, prodotti pronti, prodotti semipronti, pasti tenuti in caldo o riscaldati, prodotti conservati a lungo. Più un alimento è deperibile e maggiore è il suo contenuto proteico, più è importante che sia preparato fresco.

Carne: tutti i tipi di insaccati, come bratwurst, cervelat, Le Parfait, salame, carne secca, prosciutto crudo, prosciutto cotto, prosciutto affumicato, landjäger, mortadella, affettati e prodotti di salumeria vari ecc.

Pesce: tonno, sgombro, sardine, acciughe, aringhe, lampuga (questi pesci in scatola, marinati, salati o essiccati), frutti di mare, salse a base di pesce. 

Formaggio: tutti i tipi di formaggio a pasta dura e molle, e di formaggio fuso.

Verdura: crauti, spinaci, pomodori, succo di pomodoro, ketchup, melanzane, avocado.

Alternative tollerate

I seguenti alimenti sonos alternative tollerate: Pasti a base di materie prime fresche non (o poco) lavorate, preparati in modo da conservare le vitamine (in particolare la vitamina C). Raffreddare rapidamente gli avanzi, congelarli, scongelarli rapidamente e consumarli subito.

Carne: carne e pollame freschi o surgelati sotto forma di fesa, cotoletta, sminuzzato, macinato, filetto ecc.

Pesce: pesci freschi o surgelati, come il merluzzo, la trota ecc.

Latticini: formaggi freschi, come il cottage cheese, la ricotta e altri latticini, come il latte, lo iogurt e la panna. 

Verdure: tutte le verdure, fresche o surgelate, non citate sopra.
 

Redazione: aha! Centro Allergie Svizzera in collaborazione con il consiglio scientifico.

 

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